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    Fino agli anni ’80 del secolo scorso le abitazioni di Santiago Atitlán erano tutte in pietra, canna di mais e tetto in paglia. Gli uccelli amavano stare sulle case e condividere la vita con gli esseri umani. Ancora oggi è cosi, in forma minore, in quanto il contesto architettonico e urbano è cambiato a seguito dei processi di colonizzazione, evangelizzazione e della politica di “Terra rasa al suolo” applicata durante al guerra. Un numero indefinito di comunità indigene sono state letteralmente polverizzate e ricostruite in cemento. cemetificazione avute durante e dopo la guerra interna hanno lasciato verificatasi dal 1960 al 1996.

    Qui di seguito alcune foto di Santiago Atitlán, prima e durante la guerra. Continua a Leggere

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    Tz’ikin Jaay è il nome originario di Santiago Atitlán, in lingua maya tz’utujil. La sua traduzione in italiano è “Casa degli Uccelli”, cosi chiamato dagli antenati maya perché in questa parte del territorio gli uccelli, come anche nel resto del paese, giocano un ruolo fondamentale nella conservazione della biodiversità trasportando semi di vario genere da un parte all’altra della montagna, lasciandoli cadere casualmente, distribuendo la diversità biologica locale.

    Oggi Tz’ikin Jaay è una pagina facebook gestita dai locali in cui vengono condivise fotografie storiche che rappresentano la vita quotidiana del villaggio – usi, tradizioni, mestieri, architettura, volti del passato – con l’intento di recuperare la storia, diffonderla e riscattare l’identità culturale. Continua a Leggere