Questo viaggio in Uganda è un’immersione unica nelle tradizioni, nelle culture e nei paesaggi mozzafiato della Perla d’Africa, un Paese dove l’incontro tra popoli diventa motore di crescita, solidarietà e sviluppo. Attraverso un itinerario studiato per valorizzare il dialogo interculturale e il sostegno concreto alle comunità locali, avrete l’opportunità di vivere esperienze autentiche e profondamente significative.
Lungo il percorso, entrerete in contatto con alcune delle etnie più emblematiche dell’Uganda, a partire dai Karimojong, nell’est del Paese, pastori resilienti legati a una tradizione millenaria, e i Tepes, abitanti delle montagne, custodi di uno stile di vita che si fonde armoniosamente con l’ambiente circostante. A Gulu, nel nord ovest, scoprirete la cultura degli Acholi, un popolo che ha saputo trasformare le ferite di una sanguinosa guerra civile in opportunità di rinascita, grazie alla forza della comunità e all’impegno per un futuro migliore.
Ogni tappa del viaggio offre l’occasione di sostenere attivamente progetti di sviluppo locale che fanno la differenza: dalla cooperativa artigianale Wawoto Kacel (che, in lingua locale, significa “camminiamo insieme”), dove donne vulnerabili ricostruiscono la propria autonomia, al Santuario dei Rinoceronti di Ziwa, un faro di speranza per la conservazione della fauna. Incontrerete bambini nelle scuole, farete attività di teambuilding in un parco dedicato ai bambini ex soldato, visiterete progetti di microcredito e condividerete una giornata in un villaggio con una famiglia del posto, partecipando alla quotidianità e comprendendo il valore della piccole cose che, spesso, diamo per scontato.
Questo viaggio non è solo un percorso geografico, ma un viaggio dell’anima. Attraverso il principio di Ubuntu, “io sono perché noi siamo”, scoprirete che il benessere di una comunità dipende dalla collaborazione e dalla solidarietà. Lungo il cammino, ogni incontro e ogni gesto di condivisione contribuiranno a costruire un impatto positivo duraturo per le persone che vi accoglieranno e per voi stessi.
Sarà un’esperienza trasformativa, dove il rispetto per le culture locali e la bellezza dei paesaggi si intrecciano con la forza della solidarietà tra i popoli.
Partenza da Milano Malpensa alle ore 06:50 con volo Turkish Airlines per Istanbul (IST), arrivo alle 10:50. Dopo uno scalo a Istanbul, proseguimento con volo Turkish Airlines per Entebbe (EBB) alle 15:05, con arrivo previsto alle 21:40. Pernottamento a Entebbe.
Dopo colazione, ci mettiamo in viaggio per Moroto, il capoluogo della Karamoja. Check in al Moutn Moroto Hotel, dove a cena incontreremo il Dottor Pierluigi Rossanigo che sarà la nostra guida per i prossimi quattro giorni (8 ore circa di viaggio).
NOTA BIOGRAFICA.
Il Dottor Rossanigo opera in Uganda dedicandosi al miglioramento delle condizioni di vita delle comunità locali attraverso un approccio integrato che combina assistenza sanitaria, educazione e sviluppo sostenibile. Collabora con scuole e organizzazioni locali, promuovendo la salute pubblica e formando operatori per garantire l’accesso ai servizi essenziali. Inoltre, sostiene progetti comunitari volti a valorizzare l’autonomia economica e sociale delle persone, con un’attenzione particolare a donne e bambini. Il suo lavoro si distingue per il rispetto delle tradizioni locali e per il forte impegno nel creare un impatto duraturo e positivo.
La giornata inizia con una straordinaria avventura immersa nella natura e nella storia delle montagne che dominano la regione di Karamoja. Accompagnati dai nostri mediatori culturali, ci dirigiamo verso i villaggi Tepes situati sulle alture. Qui, il trekking rappresenta non solo un’opportunità per godere dei panorami mozzafiato e della flora e fauna locale, ma anche un viaggio attraverso il tempo. I Tepes sono una comunità antica, custode di tradizioni che si sono evolute in armonia con l’ambiente montano. Camminare tra le loro abitazioni ti permetterà di osservare da vicino come la vita quotidiana sia organizzata: le capanne in stile tradizionale, i piccoli campi coltivati a girasoli e sorgo, gli strumenti agricoli e gli spazi comuni dove si tengono riunioni e celebrazioni. Ogni incontro con gli abitanti dei villaggi sarà un’occasione per comprendere meglio il loro stile di vita autosufficiente e la loro profonda connessione con la terra. Pranzo al sacco.
Ad accoglierci in questa innovativa scuola c’è Rose, moglie di Pierluigi Rossanigo, che ci fa visitare il suo progetto. Prima di pranzare, il cortile della scuola si trasforma in un palcoscenico per le danze tradizionali Karimojong: un’esplosione di energia, colori e ritmi travolgenti che raccontano storie di guerra, amore e spiritualità. I suoi alunni preparano per noi un pranzo tradizionale con ingredienti locali, un’autentica esperienza culinaria che riflette i sapori e le tradizioni della regione. Il pomeriggio prosegue con un tour tra le capanne dei Karimojon dove veniamo accolti dai bambini e dagli anziani del villaggio; visitiamo le diverse strutture tra cui le capanne, i granai e il kraal (la stalla) dove assistiamo al rientro delle vacche dal pascolo (animale sacro per questa popolazione). La visita al villaggio Karimojong offre una prospettiva ancora più profonda sulla resilienza e le tradizioni di questa affascinante comunità pastorale. Ogni villaggio rappresenta un tassello unico del mosaico culturale della regione, offrendo un’esperienza autentica che ti permetterà di apprezzare la ricchezza e la diversità del loro patrimonio.
La giornata inizia presto, con una visita al vibrante mercato locale nel cuore pulsante della comunità. Qui, gli abitanti del luogo si radunano per vendere e scambiare beni di ogni genere: dai prodotti agricoli freschi a oggetti artigianali unici. Tra i banchi colorati, avrai l’opportunità di osservare da vicino la vita quotidiana della popolazione Karimojong e ammirare l’abilità degli artigiani locali nel creare gioielli tradizionali e strumenti utilizzati nella loro routine. Partenza per Gulu, arrivo in serata, cena e sistemazione nelle stanze. La nostra permanenza a Gulu è un’occasione per entrare nel cuore di una terra che porta ancora i segni di vent’anni di guerra civile (1986–2006). Una storia di dolore e di coraggio, che ha visto migliaia di bambini strappati alle proprie famiglie e costretti a combattere, perdendo troppo presto l’infanzia.
È una ferita che, nonostante il tempo e i trattati di pace, continua a pulsare nella memoria collettiva. Ma accanto al dolore, emergono con forza la volontà di rinascere, la spiritualità profonda e la straordinaria resilienza di un popolo che non ha mai smesso di credere nella vita.
Attraverso le loro voci e i loro racconti, scopriremo i volti di chi è stato faro nel buio, di chi ha saputo accendere una piccola speranza nel cuore della notte. E capiremo che, nonostante tutto, Gulu non è solo un luogo ferito: è un popolo che cammina, che sogna, che guarda avanti con una dignità che emoziona e insegna.
Introduzione alla comunità dei Comboni Samaritans of Gulu, tour della struttura a partire dalla Cooperativa: una mattina dedicata all’ascolto delle donne della Cooperativa Wawoto Kacel e alla scoperta del loro lavoro artigianale. Tra perline di carta e tinture di tessuti, viviamo per un momento sulla nostra pelle il significato profondo del lavoro, della dignità e dell’emancipazione per queste donne vulnerabili, spesso segnate da discriminazioni, malattie o storie di violenza. Le perline di carta diventano così un pretesto prezioso per trascorrere del tempo insieme, imparando dai loro silenzi, dai tentativi di comunicazione, dalle risate e dai gesti che parlano più di mille parole.
Ci sarà anche l’occasione di alternarsi nelle attività dell’asilo nido: giocare con i bambini, preparare la merenda, proporre piccoli laboratori (adorano i tatuaggi trasferelli e le bolle di sapone!) e improvvisare un girotondo — resterai sorpreso nel sentirli cantare la canzoncina a memoria!
La mattinata è dedicata allo svago e alle ultime compere in città. Le strade di Gulu ci accolgono con il loro ritmo lento e vivo, tra bancarelle colorate e botteghe di artigianato dove ogni oggetto racconta una storia. Ci lasciamo guidare dai profumi delle spezie, dal vociare della gente, dal richiamo di una musica lontana che si mescola al suono dei motorini e al fruscio del vento rosso di terra. Ci fermiamo per un caffè locale, forte e profumato, o per assaggiare uno snack di strada preparato con sorrisi sinceri. È un piccolo momento di pausa, ma anche di scoperta — perché in ogni gesto quotidiano si nasconde un frammento dell’anima di questa città. Con le borse colme di ricordi e di piccole meraviglie artigianali, saliamo poi sul rooftop. Da lassù, Gulu si apre davanti a noi in tutta la sua bellezza: i tetti che luccicano al sole, la distesa verde che si perde all’orizzonte, e quell’atmosfera sospesa che fa venire voglia di restare ancora un po’. È un modo dolce e silenzioso per salutare la città, portandone via un pezzo nel cuore.
Nel pomeriggio, approfittiamo della visita al progetto Microcredito per addentrarci nei primi villaggi di capanne e per perderci tra i vivaci mercati all’aperto. Grazie al progetto Microcredito, persone che non dispongono di garanzie per accedere ai prestiti bancari possono essere sostenute e avviare la propria attività. Si tratta spesso di piccole imprese nate dal coraggio e dalla necessità: c’è chi vende pomodori o cereali al mercato, chi alleva polli, chi gestisce una piccola osteria o una bottega di meccanica. Sono storie di riscatto e resilienza che dimostrano come, anche con poco, si possa andare lontano — costruendo un futuro più stabile per sé e per la propria famiglia. Verso il tardo pomeriggio potremo organizzare una partita di calcio o dei giochi insieme ai bambini di strada della casa “Papa Francesco”.
Dopo un incontro con Suor Dorina Tadiello, che ci offre il suo punto di vista sulla guerra civile che ha devastato il nord Uganda tra il 1986 e il 2006, ci dirigiamo verso Yolred – Youth Leaders for Restoration and Development (https://www.yolred.org/), dove incontriamo il presidente Geoffrey Omony. Attraverso la sua testimonianza, scopriamo la sua storia di ex-bambino soldato, che si intreccia inevitabilmente con la storia dell’Uganda durante il conflitto civile. Conosciamo così anche le attività concrete che l’associazione porta avanti a sostegno degli ex bambini soldato, strumenti di riscatto e di speranza. Questo incontro ci permette di comprendere quanto le ferite della guerra continuino a influenzare in maniera tangibile la vita quotidiana della società Acholi, rendendo evidente quanto il passato resti profondamente radicato nel presente.
Il pomeriggio sarà dedicato a un’esperienza intensa e coinvolgente con i ragazzi di strada, giovani donne e uomini che hanno scelto di cambiare la propria vita, intraprendendo il difficile percorso di uscita dalla strada, dalle gang e dalla malavita. Avremo l’occasione di ascoltare le loro storie, di comprendere le sfide quotidiane che affrontano e, insieme a loro, di partecipare a sessioni di danza-terapia e a giochi pensati per favorire l’interazione. Sarà un momento di vicinanza autentica, in cui potremo condividere un po’ di conforto, speranza e sostegno, immergendoci nelle loro vite e nella loro resilienza.
Un’esperienza autentica e profonda ci aspetta oggi, con una giornata trascorsa con una famiglia locale. Divisi in piccoli gruppi, saremo accolti nei villaggi circostanti, portando con noi beni di prima necessità, come fagioli e riso, da condividere con la famiglia ospitante. Questa giornata sarà un’immersione totale nella vita quotidiana: cucineremo su un fuoco all’interno di una capanna, raccoglieremo acqua dal pozzo, puliremo il riso e scopriremo cosa significa vivere secondo il ritmo lento e armonioso della vita rurale. Questa esperienza rappresenta un’occasione unica per costruire legami autentici, giocare con i bambini e ascoltare le storie degli anziani.
Dedichiamo la mattinata ai bambini di strada che vivono nella Casa Papa Francesco, una residenza che offre loro l’opportunità di riscattarsi e costruire un futuro migliore. Dopo averli conosciuti, potremo presentare alcuni aspetti della nostra cultura — meglio ancora se con attività e materiali preparati nei giorni precedenti. Molti di questi bambini non sono scolarizzati e spesso non sanno che oltre Gulu esiste un mondo più vasto. Il nostro obiettivo è far loro scoprire una piccola parte di questo mondo, raccontando dell’Italia: i suoi piatti tipici, il clima, le usanze, la musica. Possiamo proporre qualunque attività che la nostra fantasia suggerisca.
Sarà entusiasmante coinvolgerli e ascoltare ciò che loro stessi vorranno condividere sull’Uganda o sul loro vissuto.
Il pomeriggio ci immerge nel battito vivo dell’Uganda: quello dei tamburi, dei canti e dei piedi che danzano. Un gruppo di giovani ci accoglie con sorrisi luminosi e, in un crescendo di ritmo e colore, ci accompagna alla scoperta delle danze tradizionali locali. Ogni movimento racconta una storia — di appartenenza, di orgoglio, di comunità. C’è forza nei loro passi, eleganza nei gesti, gioia negli sguardi che si incrociano. I tamburi risuonano profondi, quasi come un richiamo antico, e presto diventa impossibile restare fermi. Tra risate e tentativi goffi, ci lasciamo trascinare dal ritmo, provando anche noi qualche passo, avvolti dal suono travolgente della musica e dal fruscio dei vestiti tipici che si muovono leggeri nell’aria. È un momento di incontro autentico, dove la cultura diventa danza, e la danza diventa linguaggio universale.
Dedichiamo la nostra ultima visita al St. Mary’s Hospital Lacor, un vero e proprio faro di speranza per la comunità locale, in particolare per le persone più vulnerabili e bisognose. Fondato negli anni ’50 dai coniugi Lucille e Piero Corti, l’ospedale ha attraversato decenni di sfide, diventando un simbolo di resilienza e dedizione. Camminare tra i suoi reparti, respirare la sua storia e ascoltare le voci di chi vi lavora e vi è stato curato, ci permette di comprendere profondamente il ruolo cruciale che ha avuto durante il conflitto civile e, più recentemente, durante l’epidemia di Ebola del 2000. Ogni corridoio, ogni stanza racconta storie di coraggio, di sacrificio e di umanità che hanno trasformato Lacor in molto più di un ospedale: un vero cuore pulsante della comunità.
Il pomeriggio è dedicato alla scoperta di una piantagione di caffè, dove nasce il celebre Ribbo Café, il cui motto – unire le persone nella lotta per l’ambiente, coinvolgere le comunità e produrre un caffè eccellente – racchiude tutta la filosofia del luogo. Passeggiando tra le piante, respirando l’aria calda dei campi e osservando con i nostri occhi l’origine di ogni chicco, ci renderemo conto di quanto lavoro e cura siano racchiusi in ogni tazza. Rimarrai stupito dal profumo avvolgente della tostatura su fuoco vivo e dal sapore unico e intenso di questo caffè, capace di raccontare la storia della terra e delle mani che l’hanno coltivato. Un’esperienza che collega natura, comunità e piacere dei sensi, iniziando proprio dall’inizio: la pianta e la sua coltivazione.
La giornata inizia con un viaggio verso il magnifico Parco Nazionale Murchison Falls, il più grande e antico parco nazionale dell’Uganda, rinomato per la sua biodiversità e i suoi paesaggi mozzafiato. Il tragitto di circa 3 ore offre una panoramica dei rigogliosi paesaggi del nord Uganda, passando per villaggi e distese verdi che riflettono la straordinaria varietà naturale del paese. All’arrivo, faremo il check-in presso il Bwana Tembo Safari Camp, una struttura eco-friendly che combina comfort e sostenibilità. Questo lodge si integra perfettamente con l’ambiente circostante, utilizzando risorse locali e adottando pratiche rispettose della natura. Dopo un pranzo rigenerante, il pomeriggio è dedicato al primo safari all’interno del parco. Guidati da esperti ranger, attraverseremo le savane e i boschi per osservare da vicino la straordinaria fauna selvatica: elefanti, giraffe, bufali, antilopi e, con un po’ di fortuna, anche predatori come leoni e leopardi. Il safari è un’opportunità non solo per ammirare gli animali nel loro habitat naturale, ma anche per apprezzare gli sforzi di conservazione che rendono il parco una delle aree protette più importanti dell’Uganda.
La giornata comincia presto, con un game drive mattutino. Le prime ore del giorno sono il momento ideale per avvistare la fauna più attiva, tra cui predatori in caccia e branchi di erbivori che si muovono nelle pianure illuminate dalla luce dell’alba. Le guide locali ci forniranno spiegazioni dettagliate sulla flora e fauna del parco, evidenziando l’importanza della tutela dell’ecosistema. Dopo il game drive, ci imbarcheremo su un battello per una piccola crociera sul Nilo, un’esperienza che offre una prospettiva unica sul paesaggio del parco. Lungo il percorso, potremo osservare ippopotami, coccodrilli e una varietà di uccelli acquatici che popolano le rive del fiume. La crociera ci porterà vicino alle spettacolari Murchison Falls, dove il fiume Nilo si restringe in un passaggio di appena sette metri prima di precipitare con una forza impressionante, creando una delle cascate più potenti al mondo. Ci fermiamo all’apice delle cascate, dove possiamo ammirarle frontalmente e percepire con tutti i sensi la potenza travolgente del Nilo. L’acqua che si riversa con forza impetuosa crea giochi di luce e spruzzi, e i suoi arcobaleni, sospesi nell’aria, sembrano coronare questo straordinario viaggio in Uganda con un tocco di magia.
Dopo colazione riprendiamo il viaggio e ci fermiamo all’apice delle cascate, dove possiamo ammirarle frontalmente e percepire con tutti i sensi la potenza travolgente del Nilo. L’acqua che si riversa con forza impetuosa crea giochi di luce e spruzzi, e i suoi arcobaleni, sospesi nell’aria, sembrano coronare questo straordinario viaggio in Uganda con un tocco di magia.
Successivamente, ripartiamo per raggiungere l’aeroporto di Entebbe.
Arrivo in aeroporto di Entebbe (EBB) e partenza alle 05:10 con volo Turkish Airlines per Istanbul (IST), arrivo alle 12:15. Dopo lo scalo a Istanbul, proseguimento per Milano Malpensa (MXP) alle 16:25, con arrivo previsto alle 18:20.